mercoledì 1 luglio 2026

Catinaccio CRESTA DEI DAVOI 19/06/2025

 

Ieri sono ritornato al Catinaccio, solare, amichevole, nostalgico, severo quando serve.

Spesso si pensa al primo amore con nostalgia. Nel Catinaccio le prime escursioni, le prime arrampicate che restano nel cuore e non si dimenticano. 

Anche su questa cima ero già salito nell'86 con Sergio e Renzo. Tanti ricordi.

Un magnifico sentiero all’ombra dei versanti ovest mi conduce dapprima al rif. Fronza e poi al passo delle Coronelle. Giunto allo stretto valico roccioso mi si presenta lo spettacolo del cuore del Catinaccio al sole e in basso il pendio che conduce a Cima dei Davoi. Da qui sembra  ripido. Scendo perdendo un po' di quota fino al punto favorevole alla base del pendio. Salgo poi cercando qualche traccia verso la Forca dei Davoi e poi per la Cresta di erba e roccette, fino alla cima. Giunto in cima sono di fronte a sua maestà il Catinaccio, in faccia alla cresta sud arrampicata con Maurizio. 

Poi, vista la giornata, decido per allungare il percorso  traversando al"Soffion Pass", poi rifugio Roda di Vael, come sempre affollatissimo e ritorno per il sentiero classico al Costalunga


Roda del Diavolo, la parete rossa della Roda di Vael, il Vajolon. Lontano il rifugio Fronza


Ambiente suggestivo, a quest'ora poco frequentato



Il Rifugio Fronza si avvicina



Da Rifugio Fronza si sale a un'ampia cengia superiore, dove il sentiero conduce verso destra all'imbocco del canalone che sale ripido al passo delle Coronelle


Il Passo delle Coronelle


Il Canalone alle spalle


Al passo ci si affaccia al cuore del Catinaccio, alle sue cime più elevate. L'Antermoia, in fondo, Cima Catinaccio e Cima Scalierét a destra


La Cresta dei Davoi, la cima che intendo raggiungere è al sommo del pendio verde. Un magnifico balcome davanti a sua Maestà


Si sale cercando la traccia migliore fino alla Forca dei Davoi


Forca di Davoi con al centro il passo Coronelle

Ora salgo in prossimità della cresta in direzione della Cima lassù, a destra 

                                       


Grandi visioni




Ormai sotto la Cima mi trovo davanti una paretina da salire (non avevo notato una canale di roccette più facili). La dovrò anche scendere, avendo lasciato i bastoncini alla base.

                                        

In cima davanti alla cresta sud del Catinaccio  salita nel 2009



Verso la Val d'Ega col Corno nero e Corno Bianco


Sono da solo e quassù si sta bene, e questa Cima interessa a pochi. Meglio così .



In discesa verso la Forca dei Davoi





Per raggiungere il Sofion Pas dovrò aggirare lo spuntone più lontano delle Cigolàde, attraversando sotto  la catena dei Mugoni, al centro, e le variegate conformazioni delle Cigolade


La Busa dei Davoi con il passe delle Coronelle.


La Lunga traversata con alle spalle il Catinaccio e l'Antermoia

Il verde Col di Barbolàda dove transita il sentiero diretto al passo Coronelle. Un luogo di serena bellezza

 




Le torri e torrette dirupate delle Cigolade 


Un ultimo sguardo alla Cresta dei Davoi dentellata, al centro e alla Cima raggiunta


Sofiòn Pas e si cambia versante

In direzione Roda di Vael

Il  Gran Mugon con i suoi pilastri
La Sforcella con le sue canne d organo


Ritorno a passo Costalunga passando per il rif. Roda de Vael. Risulteranno più di 18 Km. e 1250 metri di dislivello

domenica 5 giugno 2022

26/05/2022 Monte Cadria traversata da nord a sud

 

        Stamattina si respira un’’aria fresca, pregna degli umori della pioggia notturna, luminosa di promesse. Si dissolvono come spirali di nebbia sui prati gli ultimi spettri della notte. Saranno solo promesse di una primavera che sta ancora vivendo momenti di irrequietezza

Da Lardaro in macchina fino al località Deserta, dove si parcheggia        


In mezzora ai  prati di Malga Rìngia

e poi  su strada forestale si raggiunge Malga Pura

Ma già si addensano nebbie alla bocca di Tortavàl.

Una traccia attraversa al limite del prato e quando entra nel bosco si fa più sicura
Il Càdria si svela tra sipari di nuvole quasi ad apparire siderale e inaccessibile
Bocca di Tortavàl. Il sentiero, poco frequentato, sul pendio finale si fa più incerto tra la vegetazione. 

Alla Bocca insistono le nuvole, con qualche azzurra speranza

Alla Bocca troviamo il sentiero della Pace. Magnifico sentiero di stampo austroungarico. Alle spalle la Roda e le lunghe creste di Concei

Il sentiero si fa aspro, ma mai difficile,
a volte pare arrestarsi sopra un abisso di nebbia

ma, aggirato uno sperone, attraversa a raggiungere un punto più vulnerabile.

La bellezza di un sentiero che sfiora abissi, tenendoti per mano

Già i crinali che convergono proiettano la sommità

Senza fatica si sale e si scorge con intima contentezza il culmine della giornata

Le nebbie vaganti diventano coreografia.

In basso la val di Cadria dove sale la via comune. Fa da sfondo il Nozzolo

Scendiamo lungo la cresta sud-ovest a completare l'attraversamento. 

Il sentiero, ideale prolungamento di quello fatto in salita, si aggira sicuro tra rocce e pendii, con la sola attenzione di non inciampare mentre si gode del paesaggio

Mentre la Cima si allontana

Finestre sul Lago di Ledro

Il sentiero scende tra il digradare delle elevazioni della cresta detta di Masco, sfiorandone le sommità. Un tempo sicuramente le avrei toccate tutte come un pellegrinaggio.

Alla fine della cresta scendiamo nella pastorale valle di Cadria


La piccola sella al centro permetterà il ritorno a valle, direttamente a malga Ringia, mentre si addensa un temporale,

ma sarà solo una pisciatina d'angeli che profumerà il bosco. Tornati a Malga Rìngia schiarisce.

Un ultimo sguardo alla forcelletta che ci ha permesso il ritorno a valle