domenica 16 agosto 2026

15/07/2026 Cime del Bragaròl (Lagorai orientale)

 

Toponimo curioso dovuto anche all'arguzia dei montanari. Sotto la catena est del Lagorai che va da Ceremana al Coston dei Slavaci, dove termina il bosco, risalta un dosso boscoso che può "anche" richiamare l'oggetto in questione. 

Lasciato alle spalle il lago di Paneveggio ci si inoltra nella val Ceremana. 



Al Pian di Ceremana o poco oltre la valle si erge con i versanti impervi. Il sentiero che saliremo si inerpica sui versanti dei dosso boscoso, nominato Bragaròl.



Usciti dal ripido pendio boscoso la pendenza si addolcisce un poco e tutto si fa luminoso. Superato il dosso ecco le cime del Bragaròl al centro. Cremana a sinistra e Coston dei Slavaci a destra. 



La Cima del Bragarol, dove siamo diretti


Verso il basso a sinstra il dosso boscoso del Bragaròl, e i giardini di roccia del Lagorai 

Rocce montonate, grazie al poderoso scalpello dei ghiacciai 


Giardinetto di Eriophorum o Piumino. Quale meraviglia.




 Il rinnovato Bivacco Aldo Moro. Un gruppo di Finanzieri saliti quassù per un controllo. Ci faranno compagnia a tratti lungo la discesa della val Ceremana.

Saliamo alla Cima, in vista del Coston dei Slavàci 






Una forcelletta sotto la Cima

I segni modesti ed essenziali che preferisco



Coston dei Slavàci, Cima Cece, a destra più bassa cima Valbona


Discendiamo l'opposto versante. E' tardi per fare la Cima orientale più bassa. Lontana la Ceremana, dietro le Pale Questa porzione est del Lagorai ha l'aspetto di una lunga scogliera Nel 94 avevo fatto tutta la traversata di queste scogliere dai Slavaci alla Ceremana.. Erano altri tempi. Oggi ritorno da allora, ma mi accontento di questa Cima. Anzi oggi sono felice più di allora di essere quassù






Ripreso in basso il sentiero Gadler attraversiamo su larghe banche e giardini fioriti fino alla forcella Ceremana


La depressione della stratta forcella Ceremana dove diamo diretti.


Alla testata della Val Ceremana




  La ricordavo selvaggia scomoda. A distanza di anni la trovo molto disagevole, faticosa più in discesa che in salita. Ma riusciamo a scendere prima del previsto temporale in arrivo


martedì 21 luglio 2026

09/07/2026 PUNTA DELLA VALLACCIA (gruppo Marmolada)

 

Le praterie alpine al culmine della fioritura, le rocce variegate dai colori delle specie pioniere.

In queste conche verdi potrei anche perdermi e annegare. Passeggiare in punta di piedi per non calpestare i tappeti dei fiori. Ma la verde dorsale che come un ponte conduce fino al Culmine è troppo attraente.

Dalla Cima vasti panorami rupi di calcari grigi, catene di porfidi verdi cupo, castelli dirupati di dolomia. 

 In discesa nel verde vallone sotto il Cadin Burt, le mucche ruminano nel meriggio assolato, un asinello lancia nel silenzio un alto raglio verso il sole, un altro dal manto bianco mi spinge affettuosamente nella schiena per chiedere una carezza.

 Da “I Ronc” al Cpl Siser dove c'è una bella baita. Prendo il sentiero diretto alla sella del "Pismeda". Un saluto al larice re del pascolo.



Il Piz Meida (PesMeda). Alla Sella si piega verso est (a destra) e si sale lungo la cresta

In queste conche verdi potrei anche perdermi e annegare. Passeggiare in punta di piedi per non calpestare i tappeti dei fiori. Ma la verde dorsale che come un ponte conduce fino al Culmine è troppo attraente.


Stavolta salirò sulla cresta che sale dalla destra al centro e che conduce fino alla Cima lassù, ancora lontana


Prima si entra in questo vallo naturale e poi si monta sulla cresta al centro




Punta della Vallaccia è sulla destra. A sinistra roccioso il Sàs de Sténgia


Anche la Punta Vallaccia ormai vicina si fa rocciosa


Grandi panorami da ogni lato



Cima Undici in primo piano, lontani Sassolungo e Pordoi


Dal Piz Meida, al centro in basso, la cresta fatta durante la salita. Fa da sfondo la Viezzena


Le verdi creste di Cima di Malinverno


La Marmolada
Il Catinaccio. In primo piano Sas Aut. La sua cima un'indimenticabile oasi verde





Discesa alla Costella, Ciadin Bel e Ciadin Burt.

Splendido giro in ambienti solitari



mercoledì 1 luglio 2026

Catinaccio CRESTA DEI DAVOI 19/06/2025

 

Ieri sono ritornato al Catinaccio, solare, amichevole, nostalgico, severo quando serve.

Spesso si pensa al primo amore con nostalgia. Nel Catinaccio le prime escursioni, le prime arrampicate che restano nel cuore e non si dimenticano. 

Anche su questa cima ero già salito nell'86 con Sergio e Renzo. Tanti ricordi.

Un magnifico sentiero all’ombra dei versanti ovest mi conduce dapprima al rif. Fronza e poi al passo delle Coronelle. Giunto allo stretto valico roccioso mi si presenta lo spettacolo del cuore del Catinaccio al sole e in basso il pendio che conduce a Cima dei Davoi. Da qui sembra  ripido. Scendo perdendo un po' di quota fino al punto favorevole alla base del pendio. Salgo poi cercando qualche traccia verso la Forca dei Davoi e poi per la Cresta di erba e roccette, fino alla cima. Giunto in cima sono di fronte a sua maestà il Catinaccio, in faccia alla cresta sud arrampicata con Maurizio. 

Poi, vista la giornata, decido per allungare il percorso  traversando al"Soffion Pass", poi rifugio Roda di Vael, come sempre affollatissimo e ritorno per il sentiero classico al Costalunga


Roda del Diavolo, la parete rossa della Roda di Vael, il Vajolon. Lontano il rifugio Fronza


Ambiente suggestivo, a quest'ora poco frequentato



Il Rifugio Fronza si avvicina



Da Rifugio Fronza si sale a un'ampia cengia superiore, dove il sentiero conduce verso destra all'imbocco del canalone che sale ripido al passo delle Coronelle


Il Passo delle Coronelle


Il Canalone alle spalle


Al passo ci si affaccia al cuore del Catinaccio, alle sue cime più elevate. L'Antermoia, in fondo, Cima Catinaccio e Cima Scalierét a destra


La Cresta dei Davoi, la cima che intendo raggiungere è al sommo del pendio verde. Un magnifico balcome davanti a sua Maestà


Si sale cercando la traccia migliore fino alla Forca dei Davoi


Forca di Davoi con al centro il passo Coronelle

Ora salgo in prossimità della cresta in direzione della Cima lassù, a destra 

                                       


Grandi visioni




Ormai sotto la Cima mi trovo davanti una paretina da salire (non avevo notato una canale di roccette più facili). La dovrò anche scendere, avendo lasciato i bastoncini alla base.

                                        

In cima davanti alla cresta sud del Catinaccio  salita nel 2009



Verso la Val d'Ega col Corno nero e Corno Bianco


Sono da solo e quassù si sta bene, e questa Cima interessa a pochi. Meglio così .



In discesa verso la Forca dei Davoi





Per raggiungere il Sofion Pas dovrò aggirare lo spuntone più lontano delle Cigolàde, attraversando sotto  la catena dei Mugoni, al centro, e le variegate conformazioni delle Cigolade


La Busa dei Davoi con il passe delle Coronelle.


La Lunga traversata con alle spalle il Catinaccio e l'Antermoia

Il verde Col di Barbolàda dove transita il sentiero diretto al passo Coronelle. Un luogo di serena bellezza

 




Le torri e torrette dirupate delle Cigolade 


Un ultimo sguardo alla Cresta dei Davoi dentellata, al centro e alla Cima raggiunta


Sofiòn Pas e si cambia versante

In direzione Roda di Vael

Il  Gran Mugon con i suoi pilastri
La Sforcella con le sue canne d organo


Ritorno a passo Costalunga passando per il rif. Roda de Vael. Risulteranno più di 18 Km. e 1250 metri di dislivello