Ieri sono ritornato al Catinaccio, solare, amichevole, nostalgico, severo quando serve.
Spesso si
pensa al primo amore con nostalgia. Nel Catinaccio le prime escursioni, le prime arrampicate che restano nel cuore e non si dimenticano.
Anche su questa cima ero già salito nell'86 con Sergio e Renzo. Tanti ricordi.
Un magnifico sentiero all’ombra dei versanti ovest mi conduce dapprima al rif. Fronza e poi al passo
delle Coronelle. Giunto allo stretto valico roccioso mi si presenta lo spettacolo del cuore del Catinaccio al sole e in basso il pendio che conduce a Cima dei Davoi. Da qui sembra ripido. Scendo perdendo un po' di quota fino al punto favorevole alla base del
pendio. Salgo poi cercando qualche traccia verso la Forca dei Davoi e poi per la
Cresta di erba e roccette, fino alla cima. Giunto in cima
sono di fronte a sua maestà il Catinaccio, in faccia alla cresta sud
arrampicata con Maurizio.
Poi, vista la giornata, decido per allungare il percorso traversando al"Soffion Pass", poi rifugio Roda di Vael, come sempre affollatissimo e ritorno per il sentiero classico al Costalunga
Roda del Diavolo, la parete rossa della Roda di Vael, il Vajolon. Lontano il rifugio Fronza
Ambiente suggestivo, a quest'ora poco frequentato
Il Rifugio Fronza si avvicina
Da Rifugio Fronza si sale a un'ampia cengia superiore, dove il sentiero conduce verso destra all'imbocco del canalone che sale ripido al passo delle Coronelle
Il Passo delle Coronelle
Il Canalone alle spalle
Al passo ci si affaccia al cuore del Catinaccio, alle sue cime più elevate. L'Antermoia, in fondo, Cima Catinaccio e Cima Scalierét a destra
La Cresta dei Davoi, la cima che intendo raggiungere è al sommo del pendio verde. Un magnifico balcome davanti a sua Maestà
Si sale cercando la traccia migliore fino alla Forca dei Davoi

Forca di Davoi con al centro il passo Coronelle
Ora salgo in prossimità della cresta in direzione della Cima lassù, a destra

Grandi visioni
Ormai sotto la Cima mi trovo davanti una paretina da salire (non avevo notato una canale di roccette più facili). La dovrò anche scendere, avendo lasciato i bastoncini alla base.

In cima davanti alla cresta sud del Catinaccio salita nel 2009
Verso la Val d'Ega col Corno nero e Corno Bianco
Sono da solo e quassù si sta bene, e questa Cima interessa a pochi. Meglio così .
In discesa verso la Forca dei Davoi
Per raggiungere il Sofion Pas dovrò aggirare lo spuntone più lontano delle Cigolàde, attraversando sotto la catena dei Mugoni, al centro, e le variegate conformazioni delle Cigolade
La Busa dei Davoi con il passe delle Coronelle.
La Lunga traversata con alle spalle il Catinaccio e l'Antermoia
Il verde Col di Barbolàda dove transita il sentiero diretto al passo Coronelle. Un luogo di serena bellezza
Le torri e torrette dirupate delle Cigolade
Un ultimo sguardo alla Cresta dei Davoi dentellata, al centro e alla Cima raggiunta
Sofiòn Pas e si cambia versante
In direzione Roda di Vael
Il Gran Mugon con i suoi pilastri
La Sforcella con le sue canne d organo
Ritorno a passo Costalunga passando per il rif. Roda de Vael. Risulteranno più di 18 Km. e 1250 metri di dislivello